La morte del clic: come l’AI sta riscrivendo la SEO
Dati, trend e strategie per sopravvivere all’era delle risposte AI e delle zero-click searches. Dal posizionamento al prompting: nuove sfide per chi crea contenuti
Quando i link scompaiono: come l'AI sta cambiando la SEO e riscrivendo il web
Per trent'anni, cercare qualcosa online ha significato navigare una rete di link: cliccare, esplorare, perdersi tra blog, forum, articoli, marketplace, landing page. Ogni clic era un atto di fiducia, un'esplorazione libera. Ma oggi il clic sta diventando un residuo del passato.
Con l'ascesa dell'intelligenza artificiale generativa nei motori di ricerca e nei chatbot, la dinamica si sta trasformando radicalmente. Google non mostra più solo link, ma risposte. ChatGPT, Perplexity, Claude, Gemini: le persone iniziano a chiedere alle AI ciò che prima cercavano nei siti. Il risultato? Una sintesi del sapere, spesso esaustiva, che elimina la necessità stessa del clic.
📉 L'erosione del traffico organico e la crescita delle "zero-click searches"
Secondo uno studio di SparkToro, nel 2024 il 58,5% delle ricerche su Google negli Stati Uniti non ha prodotto alcun clic su siti esterni (fonte). I cosiddetti "AI Overviews" rispondono direttamente nella SERP, portando a una progressiva erosione del traffico organico. In verticali come salute, educazione e finanza, il traffico organico è sceso fino al -18%.
Moz e Wordstream segnalano che questa dinamica può arrivare a erodere fino al 64% delle visite, anche per contenuti ben posizionati (fonte). Inoltre, BrightEdge evidenzia come le AI Overview comportino un calo medio del 30% nel CTR anche per le prime tre posizioni organiche, nonostante un +49% di impressioni (fonte).
🧐 Dalla scoperta alla sintesi: cosa cambia nella SEO
Con l'AI il focus si sposta: non si tratta più solo di farsi trovare, ma di farsi sintetizzare. Ecco cosa sta succedendo:
Gli snippet AI occupano la parte alta della SERP (above the fold)
Le risposte sono complete, con fonti citate solo marginalmente
I risultati organici tradizionali vengono relegati in basso o ignorati
Il comportamento utente cambia: meno clic, più soddisfazione immediata. La SERP diventa un "walled garden" dominato da Google stesso.
⚙️ Nuovi approcci SEO: da search a language model optimization
Per restare visibili nell'era dell'AI, le vecchie regole della SEO non bastano più:
Ottimizzazione per i LLM (Large Language Models): frasi chiare, strutture logiche, concetti facilmente "assorbibili" dall'AI
Dati strutturati (Schema.org): fondamentali per farsi "comprendere"
Contenuti evergreen e aggiornati: pesano di più nell'output AI
Formato Q&A: aumenta del 35% la probabilità di comparire nelle risposte AI (fonte)
Contenuti specifici e profondi: BrightEdge ha rivelato che l'82% delle citazioni negli AI Overviews proviene da pagine profonde, non dalla homepage
🧠 L'authority non basta più
Un tempo bastavano backlink e dominio autorevole. Oggi serve pertinenza semantica, chiarezza, precisione. Un articolo ottimizzato per l'essere umano ma non per la macchina rischia di restare fuori dalle risposte AI.
"Don’t optimize for Google. Optimize for the model that’s training Google’s AI."
🔍 La modalità Deep Search nei motori di ricerca AI
Nel contesto di questa rivoluzione della ricerca, diversi attori – da Google a OpenAI, fino a strumenti emergenti come Perplexity e You.com – stanno sperimentando funzionalità avanzate note come Deep Search.
Non si tratta solo di ricevere una risposta diretta, ma di poter esplorare in profondità un tema attraverso fonti correlate, sotto-domande generate dinamicamente e contenuti espansi. In Google Labs, Deep Search è una modalità che si attiva per query complesse o ambigue, offrendo un'interfaccia ampliata che include spiegazioni, link, definizioni, prospettive multiple.
ChatGPT ha integrato funzionalità simili nella sua modalità Deep Search, permettendo anche agli utenti di esplorare una risposta per livelli successivi di approfondimento, in modo conversazionale. Lo stesso vale per strumenti come Perplexity AI, che mostra già oggi una forma di Deep Search contestuale e referenziata.
L’obiettivo è chiaro: mantenere l’utente nel contesto del tool AI, offrendo valore informativo superiore a quello della classica SERP. Ma anche qui il rischio è evidente: i contenuti vengono riscritti e mediati dalle AI prima ancora che l’utente arrivi ai siti. Il clic non è più il punto di partenza, ma un'eventualità remota.
Nel contesto di questa rivoluzione della ricerca, Google ha introdotto la funzionalità Deep Search, attualmente in fase di test in Google Labs. Si tratta di una modalità che promette di andare "oltre la prima risposta" offerta dall'AI Overview, permettendo agli utenti di esplorare risposte più articolate e analisi più approfondite su argomenti complessi.
Deep Search si attiva per query considerate troppo generiche o complesse e offre un'interfaccia espansa dove l’utente può visualizzare collegamenti, spiegazioni, definizioni e sottotemi correlati, generati dall'intelligenza artificiale. È un tentativo di mantenere il traffico dentro l’ecosistema Google pur offrendo una navigazione più verticale e informativa.
Ma anche qui il rischio è evidente: i contenuti vengono riscritti e mediati dalle AI prima ancora che l’utente arrivi ai siti. Il clic non è più il punto di partenza, ma un'eventualità remota.
📊 I chatbot AI come nuova fonte di traffico
Similarweb ha lanciato strumenti per tracciare il traffico proveniente da ChatGPT, Perplexity, Claude. In alcuni casi rappresentano già il 3–7% del traffico di riferimento di alcuni siti. E sta crescendo.
Secondo Digiday, il traffico da ChatGPT verso i siti media è raddoppiato nel 2025: da 123 a 243 milioni di visite mensili (fonte).
Voicebot.ai segnala inoltre che il 71% delle ricerche vocali fatte tramite assistenti AI (Alexa, Siri, Assistant) non genera traffico verso siti web: la risposta avviene nel sistema chiuso dell'assistente.
🤖 Nuove metriche per una nuova era
Servono strumenti per:
Identificare pagine che ricevono traffico dai chatbot
Analizzare i prompt che portano alle visite
Confrontare performance cross-domain
Trovare opportunità di contenuto (gap analysis)
Ottimizzare le pagine per i modelli AI
Pianificare link-building strategico
📈 Dati emergenti da considerare nel 2025
Le pagine con contenuti in stile Q&A aumentano del 35% la probabilità di essere citate nelle risposte AI. Secondo Backlinko, le pagine web strutturate in formato domanda e risposta hanno una probabilità maggiore del 35% di essere utilizzate nelle risposte generate dalle AI. (fonte)
Il traffico da chatbot AI è cresciuto del +98% nel 2025 verso siti editoriali, secondo Similarweb, questo tuttavia è stato definito dai gruppi editoriali come un vero e proprio furto (fonte), Di seguito è riportato il traffico LLM previsto per il New York Times: si tratta di un aumento dell'800% su base annua, la seconda immagine fa vedere come ne beneficino pure altri servizi come ad esempio AirBnB
Le citazioni negli AI Overviews provengono per l'82% da pagine profonde
BrightEdge ha scoperto che l'82% delle citazioni negli AI Overviews proviene da pagine che non sono la homepage, indicando l'importanza dei contenuti specifici e approfonditi.
🔮 Come sopravvivere alla fine del clic
Il web sta cambiando: da rete di link a rete di risposte. Non basta più esserci online: bisogna esistere nei prompt, nelle risposte AI, nei modelli che filtrano la conoscenza.
Un approfondimento per chi vuole scavare nel cambiamento lo si può trovare nella battaglia tra Perplexity e Google per stabilire come sarà il futuro della ricerca online, ne ha parlato
nel suo a questo link.La scommessa di Perplexity: Labs
A proposito di Perplexity azienda che suscita spesso la mia curiosità per il suo approccio al mercato (nei mesi scorsi aveva proposto di acquistare TikTok US ad esempio) ha rilasciato Labs una funzionalità di ricerca in grado di creare da zero un set dati ed un report degno di McKinsey. Questo potrebbe essere uno spaccato di dove andrà un determinato tipo di ricerca online delle informazioni.
Chi lavora in SEO, content marketing o media deve adattarsi: il posizionamento è ancora importante, ma è solo un pezzo della partita. Il futuro è nel diventare parte della sintesi, non solo della scoperta.
Il clic sta morendo. Ma la visibilità si può ancora guadagnare. Cambiando approccio, prima che sia troppo tardi.
Al prossimo numero, nel frattempo scopri cosa puoi fare:
Ci sentiamo presto, nel frattempo puoi:
Chiarissimo e tecnico al punto giusto!
Penso tu abbia centrato in pieno la "big picture" di quello che accadrà a breve con la ricerca web 😎